Disarmo

Ridurre i pericoli degli armamenti.

 

I progetti di disarmo si svolgono sempre in un contesto estremamente complesso e hanno buone probabilità di successo unicamente se sono in grado di risolvere tutti i problemi ad essi correlati. Fra i fattori critici figurano la carenza di mezzi finanziari, il timore della popolazione per la propria salute e per l’ambiente e i cambiamenti strutturali in ambito economico e sociale.

 

Scopo prioritario del programma di disarmo di Green Cross è incentivare la soppressione in modo sicuro ed ecocompatibile di armi nucleari e chimiche, di agenti patogeni biologici, nonché il risanamento di vecchie basi militari. Il programma è inoltre impegnato a favore della completa attuazione delle convenzioni di controllo delle armi e di disarmo.

 

Zone prive di armi di distruzione di massa

 

L’organizzazione ambientalista si occupa delle conseguenze, sull’ambiente e sulla salute, dello sfruttamento militare di materiali nucleari, sforzandosi di promuovere su scala mondiale l’abbandono dell’energia nucleare. Con particolare riguardo alle zone prive di armi di distruzione di massa, si sono pianificate delle tavole rotonde per l’ampliamento del Trattato di non proliferazione di armi nucleari.

 

Distruzione di armi chimiche

 

Dall’entrata in vigore della Convenzione sulle armi chimiche, avvenuta nel 1997, il programma Disarmo ha promosso la distruzione di armi chimiche attraverso attività di mediazione e informazione, ricerche scientifiche nelle regioni in cui si trovano gli arsenali di armi chimiche, oltre a progetti sociali a favore delle persone colpite. Su un totale di 72’531 tonnellate di armi chimiche depositate negli arsenali, a fine 2016 ne risultavano distrutte 67’753 tonnellate. Il processo di disarmo chimico è quindi sulla buona strada.

 
Green Cross Svizzera è da tempo impegnata nella ricerca di misure destinate alla messa in sicurezza e allo smaltimento delle circa 300’000 tonnellate di armi chimiche affondate nel Mar Baltico, nel Mare del Nord e nel Mediterraneo. A Vieques (Porto Rico) è stato condotto uno studio finalizzato ad acquisire una più profonda conoscenza delle conseguenze sanitarie della presenza di armi chimiche e di munizioni convenzionali sui fondi dei nostri mari.

 

Protezione da armi biologiche

 

Per proteggere la popolazione dalle armi biologiche e dalle epidemie, un progetto pilota mira a conseguire un miglioramento delle disposizioni di legge circa il trattamento di rifiuti contagiosi e radioattivi provenienti dai laboratori. A tal fine vengono assunti degli esperti in armamenti, attualmente disoccupati, che in tal modo mettono le loro conoscenze al servizio di fini pacifici. Per tenere sotto controllo anche gli eventuali rischi ulteriori, si stanno anche formando i futuri scienziati in materia di protezione da armi biologiche.

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